Avvitatura industriale: scegliere la tecnologia guardando oltre il presente

elettrificazione avvitatura industriale

Prima di scegliere una tecnologia sapete davvero “cosa chiedere” alla postazione di avvitatura industriale?

La scelta di un sistema di avvitatura si concentra spesso sulle caratteristiche tecniche dell’utensile: coppia, velocità, robustezza, continuità di utilizzo, ergonomia e costo di acquisto.

Sono chiaramente parametri centrali, ma oggi sappiamo che non bastano più.

Le esigenze delle realtà produttive stanno cambiando e, con esse, deve cambiare anche l’approccio con cui vengono valutate le tecnologie da utilizzare. Prima di scegliere tra avvitatura pneumatica e sistemi elettrici, vale quindi la pena porsi una domanda più ampia: sappiamo davvero cosa chiediamo alla nostra postazione di assemblaggio, oggi ma anche (e soprattutto) nel medio e lungo periodo?


Dal singolo utensile al processo nel suo insieme

Un sistema di avvitatura pneumatico continua a rappresentare una soluzione affidabile e consolidata in moltissime applicazioni industriali: resistente, durevole e spesso già integrato negli impianti produttivi attraverso reti di aria compressa esistenti.

Sul fronte opposto troviamo i sistemi elettrici, che hanno raggiunto livelli di prestazione, controllo e affidabilità sempre più elevati, diventando una reale alternativa in un numero crescente di applicazioni.

Le differenze più consistenti emergono quando si smette di confrontare semplicemente due utensili e si iniziano a confrontare due modi diversi di alimentare, controllare e gestire una postazione di assemblaggio.

Occorre interrogarsi anche su:

Efficienza energetica e costi di utilizzo

Nel sistema pneumatico l’energia utilizzata dall’utensile deriva da un processo di trasformazione: l’aria deve essere compressa, trattata, distribuita e mantenuta alla pressione necessaria.

Ogni passaggio richiede energia e introduce possibili inefficienze. Alla gestione dell’utensile si aggiungono quindi il funzionamento dei compressori, la manutenzione della rete, il trattamento dell’aria e le eventuali perdite lungo l’impianto.

È qui che il tema dell’efficienza energetica industriale diventa particolarmente rilevante.

Un sistema elettrico utilizza invece direttamente energia elettrica per alimentare l’utensile, riducendo alcuni passaggi intermedi. Questo non significa automaticamente che l’elettrico sia sempre la soluzione economicamente migliore, ma rende necessario cambiare il criterio di valutazione.

Per confrontare correttamente sistemi pneumatici e elettrici bisogna considerare il costo totale di gestione nel tempo: investimento iniziale sì, ma anche energia, manutenzione, infrastruttura, ricambi, frequenza di utilizzo e durata prevista della soluzione.

In molte applicazioni l’osservazione del medio e lungo periodo fa emergere differenze significative.

Più controllo sul processo di assemblaggio

Un altro elemento determinante è il controllo di processo nell’assemblaggio.

Un sistema di avvitatura elettrico può integrare funzioni evolute di controllo di coppia e angolo, gestione di programmi, sequenze operative, raccolta dati e tracciabilità dell’avvitatura.

Il focus si sposta così dalla semplice esecuzione del serraggio alla sua verifica.

In produzioni caratterizzate da molte varianti, requisiti qualitativi elevati o dalla necessità di dimostrare che ogni operazione sia stata eseguita correttamente, questa capacità può rappresentare un vantaggio decisivo.

Poter raccogliere e utilizzare informazioni sul processo significa inoltre avere maggiori possibilità di individuare anomalie, prevenire errori, limitare rilavorazioni e costruire processi produttivi più ripetibili; il tutto generando valore tecnologico, qualitativo e organizzativo.

Anche la sostenibilità è un fattore importante

Ridurre i consumi energetici, limitare le inefficienze e utilizzare tecnologie che consentano una gestione più razionale delle risorse è sempre più spesso parte delle strategie industriali.

L’elettrificazione dell’avvitatura industriale può quindi essere valutata anche all’interno di progetti più ampi legati all’efficientamento energetico e alla sostenibilità dei processi produttivi.

Verso un’elettrificazione progressiva dell’assemblaggio

Un approccio concreto e ponderato parte dall’individuare le applicazioni in cui il passaggio ai sistemi di avvitatura elettrici può generare vantaggi misurabili.

Si può partire da una singola postazione di primario utilizzo, da un processo che richiede maggiore controllo, da una linea soggetta a nuove esigenze di tracciabilità o da un’applicazione i cui costi energetici incidono significativamente.

La misurazione e confronto dei risultati raccolti ci permette di costruire una roadmap degli step in termini di elettrificazione progressiva.

Il cambiamento di prospettiva è proprio questo: non chiedersi semplicemente se sia meglio il pneumatico o l’elettrico, ma capire quale tecnologia permetta a ogni specifica applicazione di evolvere.

Prima di scegliere proviamo a fare un confronto meno immediato e più sistemico:

quale soluzione permette a questa postazione di lavorare meglio, essere maggiormente controllabile, costare meno nel tempo ed essere più pronta per le esigenze future?

 

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