Come scegliere un avvitatore industriale: guida pratica in 5 step

Airtechnology - come scegliere un avvitatore industriale

Come scegliere un avvitatore che si adatti alle proprie esigenze?

La scelta dell’avvitatore giusto cambia l’efficienza del tuo processo industriale.

Scegliere un avvitatore industriale corretto è la base di partenza per definire la qualità, l’affidabilità e la ripetibilità di un intero processo produttivo.
Un errore in questa fase può tradursi in scarti, rilavorazioni, problemi di qualità e fermi linea.

In questa guida vediamo come scegliere un avvitatore industriale in modo consapevole, concentrandoci su ciò che fa davvero la differenza nei contesti produttivi moderni: controllo di coppia, affidabilità del serraggio e controllo del processo.

Gli avvitatori più idonei si possono individuare analizzando il tipo di vite e il tipo di materiale che dobbiamo avvitare: l’obiettivo di un’avvitatura efficace è infatti creare la forza adeguata per tenere uniti due o più materiali o componenti.

Cosa occorre per avvitare?

Per avvitare occorrono:

  1. due parti da avvitare o Giunzione
  2. una vite
  3. un avvitatore

Noi ci concentriamo su quest’ultimo, ma abbiamo bisogno di conoscere cosa devo avvitare e con che tipo di vite per poter scegliere l’avvitatore più giusto.

 

1. Capire l’applicazione: cosa devi avvitare?

Il primo errore è partire dall’utensile invece che dall’applicazione. Prima di scegliere un avvitatore, è fondamentale analizzare:

  • tipo di vite e filettatura (Leggi l’articolo “Come leggere la tabella viti-coppie“);

  • materiale dei componenti da assemblare;

  • coppia richiesta e tolleranze ammesse;

  • frequenza di avvitatura;

  • ambiente di lavoro (linea, banco, postazione mobile…);

Per esempio: un serraggio su plastica, ad esempio, ha esigenze completamente diverse rispetto a un serraggio strutturale su metallo.

Più l’applicazione è critica, più la scelta dell’avvitatore incide sulla qualità finale del prodotto.

 

2. La Vite

Il più conosciuto e diffuso è il sistema vite dado che rappresenta a tutt’oggi un sistema ideale per tenere uniti diversi componenti tra di loro in modo particolare se gli stessi necessitano di smontaggi e rimontaggi + o – frequenti.

In assenza del dado, abbiamo il sistema vite e madrevite.

L’ampia varietà di viti e materiali / giunzioni permette oggi assemblaggi più facili in termini di semplicità e velocità e maggiormente performanti quindi di maggiore qualità.

Leggi l’articolo: Controllo qualità nell’avvitatura

 

3. L’Avvitatore

Esistono diverse tecnologie di avvitatura, ognuna adatta a contesti specifici.  La scelta non è “migliore o peggiore”, ma più o meno adatta al processo.

Il mercato offre tante tipologie: come scegliere?

Ci sono alcune domande che è opportuno porsi:

  • Quale materiale devo avvitare?
  • Che tipo di vite devo utilizzare?
  • Che tipo di avvitatura voglio ottenere? Ho una coppia di riferimento?
  • Com’è l’ambiente di utilizzo?
  • Esiste una tecnologia di riferimento? Aria piuttosto che brushless?
  • Esiste una necessità di controllo automatico?
  • Esiste una necessità di tracciabilità del dato?

La differenza vera non è solo la fonte di energia, ma il livello di controllo che il sistema può offrire.

Gli avvitatori che possiamo trovare sul mercato si distinguono in:

  • Avvitatori elettrici ed elettronici: sono così definiti gli avvitatori alimentati a corrente. Sono controllati nella maggior parte dei casi da un unità esterna, che ne permette, in modo più o meno sofisticato, la regolazione dei parametri necessari alle più svariate avvitature. Nascono per garantire maggiore precisione, possibilità di controllo e monitoraggio e sono consigliati per processi strutturati e controllati.
  • Avvitatori pneumatici: sono così definiti gli avvitatori alimentati ad aria. Questi presuppongono la presenza di un compressore che genera aria e un impianto per la distribuzione adeguatamente dimensionato. Sono semplici e robusti, ideali per applicazioni ripetitive ma meno adatti quando serve un controllo preciso del serraggio.
  • Avvitatori a batteria: sono così definiti gli avvitatori alimentati a batteria. Questi diventano strategici in tutte quelle applicazioni in cui il cavo o il tubo di alimentazione diventano un impedimento e vi è necessità di flessibilità operativa in mobilità.

Il Controllo di Coppia

Quando si parla di qualità dell’avvitatura, il concetto di coppia controllata è centrale.

Un sistema con controllo di coppia consente di:

  • applicare sempre la coppia corretta;

  • ridurre errori di serraggio;

  • evitare serraggi sottocoppia o sovracoppia;

  • migliorare la ripetibilità del processo.

Nei contesti industriali più evoluti, il controllo di coppia non è un optional, ma un requisito di processo, soprattutto quando:

  • il fissaggio influisce sulla sicurezza;

  • sono richiesti standard qualitativi elevati;

  • è necessario ridurre scarti e rilavorazioni.

Se la qualità del serraggio è critica, un avvitatore senza controllo di coppia non è la scelta giusta.

Tracciabilità e controllo di processo

Oggi la scelta di un avvitatore industriale è spesso legata anche alla gestione dei dati di processo.

I sistemi più avanzati permettono di:

  • registrare i parametri di serraggio;

  • verificare ogni singola operazione;

  • integrare il controllo qualità nel processo produttivo;

  • supportare audit e certificazioni.

Questo approccio consente di passare da un semplice utensile a un sistema di avvitatura integrato, dove il controllo qualità non è a valle, ma parte del processo.

4. Ergonomia: un fattore da non sottovalutare

Un avvitatore industriale deve essere:

  • affidabile nel tempo;

  • ergonomico per l’operatore.

Una scelta sbagliata può portare a:

  • affaticamento;

  • errori operativi;

  • calo di produttività;

Bilanciatori, bracci ergonomici e postazioni progettate correttamente fanno parte della soluzione complessiva, non sono accessori secondari.

Riassumendo: come scegliere un avvitatore?

Nell’industria, nella produzione e anche nella manutenzione i risultati sono sinonimo di efficienza ed efficacia.

A seconda dello strumento scelto, l’azienda sarà in grado di gestire meglio la qualità dei propri serraggi:

  • Scelgo il controllo di coppia quando ho bisogno di uno strumento che chiuda la mia giunzione ad una coppia predeterminata con un grado di precisione più o meno alto.

Attraverso il meccanismo di controllo, gli avvitatori rilevano la quantità di coppia erogata sulla vite: quando l’utensile raggiunge la coppia impostata, l’avvitatore si arresta terminando l’avvitatura.

  • Scelgo invece l’avvitatore senza controllo di coppia ogni qualvolta non esiste una coppia precisa da imprimere sulla giunzione, ma la necessità è semplicemente una giunzione serrata.

Leggi l’articolo: Scelta dell’avvitatore industriale: i 10 errori più comuni (e come evitarli)

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